Quadro macroeconomico

Nel 2013 la crescita dell’economia mondiale si è attestata a circa il 3%, con dinamiche differenziate per aree geografiche, in un contesto inflazionistico ridotto nei paesi occidentali e con prezzi delle materie prime tendenzialmente stabili.
Mentre in Asia Orientale sia l’obiettivo di dare equilibrio socio/geografico che di disciplinare gli aggregati monetari hanno contribuito ad un rallentamento degli importanti tassi di crescita, negli Stati Uniti il consolidamento della crescita è stato parzialmente limitato dai programmi di riduzione del deficit federale, nonostante l’imponente espansione monetaria.
Caso a parte rimane il Giappone che ha consolidato la crescita grazie ad un considerevole deficit statale, una politica monetaria inflazionistica ed al deprezzamento dello yen.
L’area euro ha confermato una lieve decrescita complessiva, nonostante il buon andamento dell’ultimo trimestre, da cui si intravede un lento processo di uscita dalla crisi dei paesi periferici.
Per quanto riguarda l’Italia si è registrata per il secondo anno consecutivo una contrazione del PIL: il drastico intervento di risanamento ha inciso significativamente sulla propensione al consumo e sulla occupazione, andando a confermare la necessità di riforme strutturali.